Tempo fa ho ricevuto una mail in cui era raccontata questa bella favoletta:
Una fiaba dimenticata'
Ecco la fiaba più breve e più bella che hai mai letto.
C'era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con lei.
Il ragazzo le rispose 'NO!'
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza lavare, né cucinare, né stirare per nessuno, uscendo con le sue amiche e facendo l'amore con chi voleva, lavorando e spendendo i suoi soldi come voleva.
** FINE **
Il problema è che fin da quando eravamo piccoline, nessuno ci ha mai raccontato questa fiaba. Invece ci hanno fottuto ben bene con questo cazzo di principe azzurro!!!
Oggi ho letto questo articolo
(lo riporto che lo so che nessuno clicca i link!)
Al rogo le principesse
di Barbara Ehrenreich.
Genitori di tutto il mondo unitevi:
è ora di salvare le bambine dal modello di femminilità imposto dalla Disney
I prodotti della linea "principesse disney" non sono contaminati dal piombo (anche se è una voce che ho cercato di diffondere in tutti i modi). Un'indagine più accurata rivela che in realtà tutti i prodotti di questa linea (libri, dvd, costumi di carnevale, collane, cellulari-giocattolo, portaspazzolini, T-shirt, zainetti, carta da parati, quaderni, adesivi) sono saturi di un potente narcotico a effetto ritardato, simile a quello che usano gli stupratori di ragazzine. Stavolta non possiamo incolpare la Cina, perché il narcotico è nel concetto stesso della linea, concepita dai Disney Studios. Prima del 2000 le principesse erano solo le singole eroine dei grandi film d'animazione Disney: Biancaneve, Cenerentola, Ariel, Aurora, Pocahontas, Jasmine, Belle e Mulan. Poi Andy Mooney della Disney ha avuto l'idea di riunire tutte queste squinzie in una sorta di squadra. Con un colpo di bacchetta magica sono state elevate a dignità regale e trasformate in una specie di società segreta. Da allora sono molto impegnate a conquistare il mondo. Oggi, in tutti i paesi industrializzati, non c'è bambina che non mostri la sua fedeltà alla dinastia Disney ammantata di rosa e violetto.
La Disney è convinta che queste principessine siano dei modelli di comportamento. In realtà sono un gruppo di grandissime sfigate. Passano la maggior parte del loro tempo imprigionate o in coma e si svegliano solo quando arriva un principe che le bacia. L'unica eccezione è Mulan, che si veste da maschio per combattere nell'esercito. Ma né Mulan né Pocahontas, l'altra principessa non bianca, hanno piena dignità principesca. Le principesse non hanno ambizioni né abilità particolari, anche se Biancaneve e Cenerentola sono molto brave a fare le pulizie di casa.
A cos'altro potrebbero aspirare se non a incastrare un bel principe? Nel paese delle principesse l'unica carriera possibile è passare dallo status di angelica adolescente a quello di perfida maga, matrigna o strega. La matrigna di Cenerentola è consumata dall'invidia per la bellezza della figliastra, la strega del mare Ursula vuole la voce melodiosa della sirenetta Ariel, la matrigna cattiva schiavizza Cenerentola. Nel paese delle principesse non servono complicate tecniche per la caccia alle streghe: basta cercare chi ha le rughe.
Le femministe schiumano di rabbia. È per queste principesse che le loro figlie hanno abbandonato Dora l'esploratrice, che salva i piccoli di giaguaro nella giungla, ha una mamma archeologa e non ha bisogno di essere salvata da suo cugino Diego. Perfino Barbie sembra una suffragetta in confronto alle principesse Disney. Perché questo culto del tulle rosa esercita un fascino così irresistibile?
Viste nell'ottica stregonesca del ciclo vitale di una donna, le principesse esercitano la loro attrazione grazie a un oscuro e innegabile erotismo. Insomma, sono un gruppo di ragazzine decisamente sexy. Biancaneve è diventata più magra e tettona, Ariel indossa solo il pezzo di sopra di un bikini (sì, lo so, è mezza pesce). Quando fa la principessa, mia figlia di tre anni se ne va in giro con il diadema di traverso e il vestito che le scivola dalla spalla, più che una principessa sembra una festaiola londinese dopo una notte di alcol e cocaina. Poi chiede una mela avvelenata e si accascia al suolo in sublime deliquio. Da lì al cocktail Margarita corretto al Roipnol il passo è breve.
Potrà sembrare un'opinione all'antica, ma il sesso (specialmente un certo di tipo di sesso un po' perverso pensato dagli uomini di mezza età) non ha molto a che vedere con la stanza dei giochi di un asilo. I bambini lo scopriranno presto, ma devono farlo per conto loro. Dovrebbero essere liberi di sviluppare le loro inclinazioni sessuali senza manipolazioni da parte degli adulti. La Disney, invece, viene premiata con quattro miliardi di dollari all'anno per propinarci il culto masochista delle principesse e tutto il suo catalogo di gadget.
Parliamoci chiaro, nessun genitore riuscirà mai, da solo, a combattere tutto questo. Volete bandire le principesse da casa vostra? Tanto vale auto denunciarsi al Telefono azzurro prima che lo facciano le bambine con i loro cellulari da principesse. No, l'unico modo per rovesciare la monarchia è lanciare una rivolta di massa dei servi della gleba. Chiamate a raccolta i vicini e fate un bel falò di tutta quel-la plastica e quel tulle! Marciamo su Disney World con i forconi in aria!
Lascio a voi le conclusioni!