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Leggere, scrivere, i dolci, fare sport, nuotare, viaggiare, camminare, stare senza far nulla a fissare l'orizzonte, le giornate invernali fredde ma col sole

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L'ipocrisia

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Di tutto di più anche se snobbo i best seller. Qui sotto trovate il link alla mia libreria virtuale (ci sono tutti i libri che ho letto, anche quelli che ho letto solo per capire perchè avessero tanto successo) ;o)

Ascolto

Non ho un genere preciso. In generale non sopporto Gigi D'Alessio & co. però

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Giochini e cazzate


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venerdì, 05 settembre 2008
E' di oggi la notizia che Lilli Gruber, eletta al parlamento europeo nel 2004,
tornerà a fare la giornalista.

Secondo me non è corretto: giornalismo e politica non devono mischiarsi.
Certo, è giusto e doveroso che un giornalista abbia le sue idee politiche,
ma da qui a fare politica ce ne passa...

E vale il contrario: un politico non deve poter fare giornalismo.
Ne andrebbe della neutralità con la quale si compie il proprio lavoro.

Queste considerazioni le avevo già fatto per Santoro e valgono per la Gruber.
Continuo a stimare entrambi per non aver fatto entrambi i lavori contemporaneamente
(come altri, seppur non compaiano in liste elettorali), ma continuo a non condividere la loro scelta.
postato da: AIE82 alle ore 17:19 | link | commenti (4)
categorie: personali, riflessioni varie, quel che succede
martedì, 02 settembre 2008
Tempo fa ho ricevuto una mail in cui era raccontata questa bella favoletta:

Una fiaba dimenticata'
Ecco la fiaba più breve e più bella che hai mai letto.
C'era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con lei.
Il ragazzo le rispose 'NO!'
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza lavare, né cucinare, né stirare per nessuno, uscendo con le sue amiche e facendo l'amore con chi voleva, lavorando e spendendo i suoi soldi come voleva.
** FINE **
Il problema è che fin da quando eravamo piccoline, nessuno ci ha mai raccontato questa fiaba. Invece ci hanno fottuto ben bene con questo cazzo di principe azzurro!!!


Oggi ho letto
questo articolo
(lo riporto che lo so che nessuno clicca i link!)

Al rogo le principesse
di Barbara Ehrenreich.

Genitori di tutto il mondo unitevi:
è ora di salvare le bambine dal modello di femminilità imposto dalla Disney
I prodotti della linea "principesse disney" non sono contaminati dal piombo (anche se è una voce che ho cercato di dif­fondere in tutti i modi). Un'indagine più accu­rata rivela che in realtà tutti i prodotti di que­sta linea (libri, dvd, costumi di carnevale, collane, cellulari-giocattolo, portaspazzolini, T-shirt, zainetti, carta da parati, quaderni, adesi­vi) sono saturi di un potente narcotico a effetto ritardato, simile a quello che usano gli stupratori di ragazzine. Stavolta non possiamo incol­pare la Cina, perché il narcotico è nel concetto stesso della linea, concepita dai Disney Stu­dios. Prima del 2000 le principesse erano solo le singole eroine dei grandi film d'animazione Disney: Biancaneve, Cenerentola, Ariel, Auro­ra, Pocahontas, Jasmine, Belle e Mulan. Poi Andy Mooney della Disney ha avuto l'idea di riunire tutte queste squinzie in una sorta di squadra. Con un colpo di bacchetta magica sono state elevate a dignità regale e trasformate in una specie di società segreta. Da allora sono molto impegnate a conquistare il mondo. Og­gi, in tutti i paesi industrializzati, non c'è bam­bina che non mostri la sua fedeltà alla dinastia Disney ammantata di rosa e violetto.

La Disney è convinta che queste principes­sine siano dei modelli di comportamento. In realtà sono un gruppo di grandissime sfigate. Passano la maggior parte del loro tempo im­prigionate o in coma e si svegliano solo quando arriva un principe che le bacia. L'unica ecce­zione è Mulan, che si veste da maschio per combattere nell'esercito. Ma né Mulan né Po­cahontas, l'altra principessa non bianca, hanno piena dignità principesca. Le principesse non hanno ambizioni né abilità particolari, anche se Biancaneve e Cenerentola sono mol­to brave a fare le pulizie di casa.

A cos'altro potrebbero aspirare se non a incastrare un bel principe? Nel paese delle prin­cipesse l'unica carriera possibile è passare dallo status di angelica adolescente a quello di perfida maga, matrigna o strega. La matrigna di Cenerentola è consumata dall'invidia per la bellezza della figliastra, la strega del mare Ur­sula vuole la voce melodiosa della sirenetta Ariel, la matrigna cattiva schiavizza Ceneren­tola. Nel paese delle principesse non servono complicate tecniche per la caccia alle streghe: basta cercare chi ha le rughe.

Le femministe schiumano di rabbia. È per queste principesse che le loro figlie hanno abbandonato Dora l'esploratrice, che salva i pic­coli di giaguaro nella giungla, ha una mamma archeologa e non ha bisogno di essere salvata da suo cugino Diego. Perfino Barbie sembra una suffragetta in confronto alle principesse Disney. Perché questo culto del tulle rosa eser­cita un fascino così irresistibile?

Viste nell'ottica stregonesca del ciclo vitale di una donna, le principesse esercitano la loro attrazione grazie a un oscuro e innegabile ero­tismo. Insomma, sono un gruppo di ragazzine decisamente sexy. Biancaneve è diventata più magra e tettona, Ariel indossa solo il pezzo di sopra di un bikini (sì, lo so, è mezza pesce). Quando fa la principessa, mia figlia di tre anni se ne va in giro con il diadema di traverso e il vestito che le scivola dalla spalla, più che una principessa sembra una festaiola londinese dopo una notte di alcol e cocaina. Poi chiede una mela avvelenata e si accascia al suolo in sublime deliquio. Da lì al cocktail Margarita corretto al Roipnol il passo è breve.

Potrà sembrare un'opinione all'antica, ma il sesso (specialmente un certo di tipo di sesso un po' perverso pensato dagli uomini di mezza età) non ha molto a che vedere con la stanza dei giochi di un asilo. I bambini lo scopriran­no presto, ma devono farlo per conto loro. Dovrebbero essere liberi di sviluppare le loro inclinazioni sessuali senza manipolazioni da parte degli adulti. La Disney, invece, viene pre­miata con quattro miliardi di dollari all'anno per propinarci il culto masochista delle prin­cipesse e tutto il suo catalogo di gadget.

Parliamoci chiaro, nessun genitore riu­scirà mai, da solo, a combattere tutto questo. Volete bandire le principesse da casa vostra? Tanto vale auto denunciarsi al Telefono azzur­ro prima che lo facciano le bambine con i loro cellulari da principesse. No, l'unico modo per rovesciare la monarchia è lanciare una rivol­ta di massa dei servi della gleba. Chiamate a raccolta i vicini e fate un bel falò di tutta quel-la plastica e quel tulle! Marciamo su Disney World con i forconi in aria!


Lascio a voi le conclusioni!
postato da: AIE82 alle ore 19:10 | link | commenti
categorie: personali, riflessioni varie, quel che succede
lunedì, 01 settembre 2008
Tornata, con qualche novità e tanti se nella testa.
Non mi ero mai divertita tanto ad un matrimonio!
A domani

PS: il matrimonio non era il mio! ;oP
postato da: AIE82 alle ore 01:20 | link | commenti (2)
categorie: personali