Amo

Leggere, scrivere, i dolci, fare sport, nuotare, viaggiare, camminare, stare senza far nulla a fissare l'orizzonte, le giornate invernali fredde ma col sole

Odio

L'ipocrisia

Leggo

Di tutto di più anche se snobbo i best seller. Qui sotto trovate il link alla mia libreria virtuale (ci sono tutti i libri che ho letto, anche quelli che ho letto solo per capire perchè avessero tanto successo) ;o)

Ascolto

Non ho un genere preciso. In generale non sopporto Gigi D'Alessio & co. però

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 Alcune immagini sono prese dal web. Per qualsiasi problema, contattatemi e verranno rimosse. Grazie

News Abruzzo

Spot

spalanca le gambine !

Use OpenOffice.org

Questo blog è ottimizzato per

Firefox 3

Visite ricevute

sono passati di qui in *loading*

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Commenti recenti

utente anonimo in

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Add to Technorati Favorites

AIE_8(2.0)


follow AIE_82 at http://twitter.com

Chat

 

Giochini e cazzate


Se vedete questo testo ci sono problemi con la visualizzazione del BerlusPunchball

If you see this text there are troubles to view BerlusPunchball
lunedì, 11 maggio 2009
Un ruzzanivol (spinginuvole, sognatore). Questo è Andrea Rodini, vocal coach a X-Factor, ma innanzitutto cantante e co-fondatore dei Teka-P, gruppo milanese che associa il vernacolo a sonorità decisamente moderne. Personaggio contraddittorio, a metà tra ieri e oggi, che beve succo di pomodoro, ma conosce il dialetto e le storie di Milano e le riversa nelle sue canzoni. Ti investe con le parole, cattura l’attenzione come solo un grande affabulatore sa fare.
Rodini è cresciuto con Ivo Maghini, paroliere del complesso, al parco Lambro, punto di aggregazione giovanile negli anni ’80. Hanno iniziato a suonare insieme da piccoli, ispirandosi a Jannacci, Svampa e tutta la cultura musicale milanese, oltre che al Jazz in generale. Il progetto nasce nel 1998, quando Rodini, entra nella scuola di musica di Mogol: “Quell’anno si parlava di rivisitazione in chiave moderna dei pezzi tradizionali in lombardo e veneto. Ecco così la mia prima canzone in dialetto, Guardie e Ladri, ispirata al padre di un mio amico, ladro di professione nato nella Comasina di Vallanzasca. La proposi a Ivo, a cui piacque tanto l’idea che ci mettemmo a cercare gli altri musicisti”.
Così nacquero i Teka-P, anche se all’inizio non c’era un vero progetto: “Per tre mesi abbiamo provato solo quella canzone”.
A differenza del primo periodo, oggi il gruppo preferisce evidenziare le sonorità rock/blues più che la scelta linguistica, visto che il pubblico giovane considera antiquato il rimando alle tradizioni. Solo il modo di scrivere canzoni è rimasto lo stesso: “Ci riuniamo io e Ivo, ci mettiamo al pianoforte e non usciamo mai senza almeno un’idea. Abbiamo un feeling straordinario, pur essendo delle persone molto diverse”.
Grazie alla grande musicalità del dialetto, parole e musica non sono mai slegati: è il caso di Anca l’anca – storia autobiografica della connessione tra malessere spirituale e fisico, dove il primo viene superato, ma il secondo resta a ricordarlo – di Tre pess – nata dalla constatazione che nell’inquinatissimo Lambro ci sono ancora i pesci – e soprattutto di Tiketitaketitak, che sfrutta, appunto, modi di dire e scioglilingua per creare una sorta di accompagnamento vocale.
Musicalità certo, ma anche citazioni e omaggi ai grandi del passato. “Dopo Anca l’anca, abbiamo suonato al MilanoFilmFestival davanti allo Strehler e abbiamo improvvisato Ma mì sotto al diluvio”. Rodini sottolinea spesso che a spingerli a scegliere il dialetto è la sua musicalità: “Il nostro dialetto deriva dalle lingue di quelli che nei secoli ci hanno occupato e si presta molto ad essere cantato. Ribadiamo che la nostra è una scelta stilistica e non politica: semplicemente non ci va, come Teka-P, di scrivere in italiano. Un po’ come per il Gramelot di Fo, la musica basta a far arrivare il senso, senza bisogno di tradurre i testi. Subiamo, però, una sorta di razzismo al contrario: ci bollano come campanilisti, o peggio leghisti. Ma, lo ripeto, non c’entriamo nulla con la Lega”. Del resto, il gruppo non vuole certo parlare della Milano che fu: “Credo che il dialetto sia scomparso per una questione di marketing: la politica milanese vuole promuovere una città cosmopolita, che si accosti al modello di metropoli europea. E come dargli torto? Milano è in continuo cambiamento, ha ritmi frenetici e questo porta a una perdita più o meno rapida delle tradizioni. Basti pensare alle leggi in vigore fino a qualche anno fa. Una, ad esempio, imponeva come punto più alto di una costruzione l’altezza della Madunina (103m), così quando si costruì il Pirellone si piazzò una statua di Maria in cima - Negli spettacoli raccontiamo ciò che diciamo nella canzone. Singolare è che a Roma non sia servito: al The Place avevamo distribuito dei volantini con la traduzione dei testi, ma i ragazzi non li hanno nemmeno guardati, a riprova del fatto che la musica ha un linguaggio universale, arriva anche a chi non comprende le parole dette.”
Clarissa Gigante

Pubblicato sul periodico LabIulm
martedì, 15 gennaio 2008
Oggi è accaduta una cosa bellissima.
Una cosa che non mi accadeva da tempo.
Ero sul treno per Perugia, poco dopo pranzo. C'era tanta gente. Ho messo le cuffiette. Mi stavo quasi per appisolare quando la selezione casuale ha scelto un brano.
Non è un brano qualsiasi. E' da poco sul mio lettore, come tutto l'album di cui fa parte.
 Non era la prima volta che l'ascoltavo però, e probabilmente non è nemmeno la canzone migliore dell'album, ma è successo qualcosa.
Ho sentito qualcosa muoversi, commuovermi.
Qualcosa che ultimamente era stato sepolto.
Non so nemmeno bene io cosa (o forse si).
So solo che mi sono ritrovata col magone, i lucciconi agli occhi e un'immagine nella mente. Anche se non si direbbe, non è stata affatto una sensazione sgradevole.
Tempo 5 minuti e mi chiamano dalla segreteria perché non risultava un esame sostenuto 3 anni fa! grrrr
L'ho riascoltata poi, più e più volte, ma il momento magico era svanito. Peccato.
Ecco il testo

NON ANDARE VIA (Xenitia)

Una goccia morde la pelle
Sgorga dagli occhi
Le strade vuote e tu...
Fa così freddo
Non riesco a parlare
Brivido stanco
Ora fa tanto male
Nessuno più
chiama il mio nome
La sera io
Sogno da solo
Non andar via
Dai miei occhi
Non andar via
Dalle ossa
Non andar via
dai ricordi
Non andar via
Dentro ogni mio passo volano via
come carta al vento
le parole tue e le mie
Fa così freddo
Non riesco a parlare
Nella mia stanza
Non c'è nessun rumore
Nessuno più
Chiama il mio nome
La notte io
Cammino solo
Non andar via
Dai miei occhi
Non andar via
Dalla mente
Non andar via
Dai ricordi
Non andrai via

PS: visto che chi l'ha scritta non mi conosce abbastanza ci tengo a sottolineare che non scrivo nulla per compiacere o adulare qualcuno. ;o)


PPS: scusate la ripetizione di "cosa" ma in questo caso ci sta tutto
postato da: AIE82 alle ore 00:22 | link | commenti (6)
categorie: recensioni, canzoni, personali, riflessioni varie, quel che succede
giovedì, 31 maggio 2007
equilibrioì

Oggi pensavo a come è cambiata la mia vita in 25 anni e a come cambierà nei prossimi mesi.
Pensavo a quanto spaventi un cambiamento in generale. Alle paranoie che spesso ci facciamo pur di non modificare i nostri equilibri seppur precari.
A pranzo un'amica notava, parlando di altri, che non possono stare senza alzare un polverone ogni volta che il vento si placa. Forse ha ragione, forse no.
Ma mi ha fatto riflettere: a quante cose rinunciamo per quieto vivere? Quante volte rimandiamo, ci lasciamo sfuggire le opportunità che il caso ci offre, restiamo ancorati a quello che abbiamo anche se non ci piace.
“Chi lascia la strada vecchia per la nuova...” dice il detto. Ma è vero? O è meglio “chi non risica non rosica”?
Non ho una risposta a questi interrogativi. Mi ci metto anch'io nella cerchia delle persone che passano sopra a tante cose pur di preservare il noto, che almeno so come gestire, piuttosto di provare almeno a cambiare le cose.
Quando penso che a novembre è probabile che mi laurei mi prende un senso di angoscia: che farò poi? Dovrò lasciare Perugia? Ritornare a casa? Iniziare una nuova esperienza in un'altra città?
E dire che non sono mai stata conservatrice: a 19 anni ho deciso da sola di abbandonare il nido e poi a 22 (quando avevo appena trovato un posto stabile a PG) sono partita in Erasmus.
Per quanto mi senta legata alla mia terra, non ho mai messo radici, mi sento cittadina del mondo a tutti gli effetti, apolide, senza fissa dimora.
Eppure ora ho paura. Sarà che nell'ultimo anno tutte le mie certezze sono crollate e che quindi mi attacco come una cozza a quelle poche che si sono salvate. Sarà forse soprattutto che oltre la laurea c'è l'incertezza, il buio, l'infinito, un buco nero che non so identificare e che ho paura che mi fagociti. Sarà che sento una specie di “passaggio” all'età adulta e che ho paura di perdere la mia parte infantile. Sarà....

VOGLIO VOLERE (Luciano Ligabue)


Voglio un mondo comico 
voglio un mondo che faccia ridere 
un cielo comodo 
che qualcuno s'affacci a rispondere 
voglio svegliarmi quando voglio 
da tutti i miei sogni 
voglio trovarti sempre qui 
ogni volta che io ne ho bisogno 

voglio volere tutto cosi 
voglio riuscire a non crescere 
voglio portarti in un posto che 
tu proprio non puoi conoscere 
voglio tenere qualcosa per me 
per me 

voglio il tempo libero 
si ma libero proprio ogni attimo 
e alzare il minimo 
con la vita che mi fa il solletico 
voglio restare sempre sveglio 
con tutti i miei sogni 
voglio tornare vergine 
ogni volta che io ce n'ho voglia 

voglio volere tutto cosi 
voglio riuscire a non crescere 
voglio portarti in un posto che 
tu proprio non puoi conoscere 
voglio tenere qualcosa per me 
per me 

voglio volere 
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho 
voglio volere 
voglio deciderlo io se mi basta o se no 
voglio volere 
voglio godermela tutta fin quando si può 
voglio un mondo comico 
che se ne frega se sembra ridicolo 
un mondo facile 
che paga lui e vuole fare lo splendido 
voglio non dire mai "è tardi" 
oppure "peccato" 
voglio che ogni attimo 
sia sempre meglio di quello passato 

voglio volere tutto cosi 
voglio riuscire a non crescere 
voglio portarti in un posto che 
tu proprio non puoi conoscere 
voglio tenere qualcosa per me 
per me 

voglio volere 
io voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho 
voglio volere 
voglio deciderlo io se mi basta o se no 
voglio volere 
voglio godermela tutta fin quando si può
postato da: AIE82 alle ore 00:32 | link | commenti (4)
categorie: canzoni, personali, ligabue
sabato, 12 maggio 2007
L
Ma cos'ho?
Boh non lo so: sono giorni che ho un senso di inquietudine che mi toglie il sonno (non l'appetito purtroppo!).
Mi sento fuori: fuori di testa, fuori da ogni schema....e non ci sto bene.
Sarà il caldo, saranno questi maledetti ormoni sintetici associati ad antistaminici e cortisone, saranno questi pollini che mi fanno prudere tutto, ma mi sembra di essere tornata la ragazza goffa e bruttina del liceo, la ragazza che non faceva veramente parte di nessun gruppo, che cercava di piacere agli altri in tutti i modi, ma che così facendo non era sè stessa e continuava a fare gaffe su gaffe.
Non so: mi sembra che tutti si siano accorti dei miei difetti solo ora...
Ma in effetti non posso biasimare nessuno: non credo di essere molto simpatica e di compagnia ultimamente. Ce l'ho col mondo, mi isolo, ce l'ho con quello che credo la causa di tutti i miei mali, ce l'ho ancora di più con me stessa che si è lasciata distruggere la vita...
Pensavo di aver toccato il fondo, ma è veramente così? mi sembra di sprofondare sempre più, o peggio di muovermi nel fango, nelle sabbie mobili...e più mi muovo più non riesco a venirne fuori....
Che fare? BOH! L'unica cosa che mi viene in mente è star ferma ad aspettare... (sono la solita vigliacca lo so).
E per tirarmi su il morale ho messo su l'ultimo album di Daniele Silvestri, che si apre con questa canzone:

MI PERSI (Daniele Silvestri)

Invece di andarmene da qui
piuttosto che
lasciarti ancora la soddisfazione
decisi di cambiare totalmente la mia posizione
è solo che
mi persi

E ancora ieri
consideravo che
se tu non c'eri io..
però è un pensiero inutile
ma sì ma sì lo so qual era il modo esatto
per riavere tutto
è solo che
mi persi

E poi chissà
ognuno ha il suo piccolo razzo
lanciato nel blu dello spazio
con dentro frammenti di sé
eh già

Ma sì ma sì lo so che avrei dovuto
prenderti e sfidare il mondo
è solo che
mi persi

Ma sai che c'è
che se ognuno ha il suo piccolo razzo
io devo aver perso il contatto
e adesso perdonami se
mi è rimasta soltanto
la parte peggiore di me
postato da: AIE82 alle ore 19:13 | link | commenti (2)
categorie: canzoni, personali, daniele silvestri
mercoledì, 14 marzo 2007
Bath
La Vasca - Alex Britti

Voglio restare tutto il giorno nella vasca
con l'acqua calda che mi coccola la testa
un piede fuori che s'infreddolisce appena
uscire solo quando è pronta già la cena

e poi domani non andrò neanche a lavoro
neanche avvertirò perché il silenzio e d'oro
tornerò con gli amici davanti scuola

ma senza entrare, solo fuori a far la ola

non ci saranno ripetenti punto e basta
staremo tutti insieme nella stessa vasca
così grande che ormai è una piscina
staremo a mollo dalla sera alla mattina

così che adesso e troppo piena non si può più stare
è meglio trasferirci tutti quanti al mare
quando fa buoi accenderemo un grande fuoco
attaccheremo un maxi schermo e un grande gioco
e dopo inseguimenti vari e varie lotte
faremo tutti un grande bagno a mezzanotte

mi bagno, mi tuffo, mi giro e mi rilasso
mi bagno m'asciugo e inizia qui lo spasso
e mi ribagno, mi rituffo, mi rigiro e mi rilasso
mi ribagno, mi riasciugo e ricomincia qui lo spasso

saremo più di 100 quasi 120
amici, conoscenti e anche i parenti
con il cocomero e la cocacola fresca
con le chitarre a dirci che non è Francesca

aspetteremo le prime luci del mattino
festeggeremo con cornetto e cappuccino
e quando stanchi dormiremo sulla sabbia
le nostre camere scolpite nella nebbia
ma dormiremo poche ore quanto basta
per poi svegliarci e rituffarci nella vasca

mi bagno, mi tuffo, mi giro e mi rilasso
mi bagno m'asciugo e inizia qui lo spasso
e mi ribagno, mi rituffo, mi rigiro e mi rilasso
mi ribagno, mi riasciugo e ricomincia qui lo spasso

voglio restare tutto il giorno in una vasca
con le mie cose più tranquille nella testa
un piede fuori come fosse una bandiera
uscire solo quando fuori e primavera

ma spero solo questa mia fantasia
non sia soltanto un'altro attacco di utopia
perché per questo non c'è ancora medicina
che mi trasformi la mia vasca in piscina
e tantomeno trasformare tutto in mare
però qualcuno lo dovrebbe inventare

mi bagno, mi tuffo, mi giro e mi rilasso
mi bagno m'asciugo e inizia qui lo spasso
e mi ribagno, mi rituffo, mi rigiro e mi rilasso
mi ribagno, mi riasciugo e ricomincia qui lo spasso



Per i miei familiari questa è la mia canzone, visto che quando annuncio che vado a fare il bagno non mi si rivede più per almeno un'oretta e mezza! ;oP L'acqua è decisamente il mio elemento: starei le ore a mollo a leggere, a pensare, a volte persino a dormire! ;oP certo, lo so che non è un comportamento molto ecologista, ma quando torno a casa non posso farne a meno. Peccato (o per fortuna per le mie coinquiline) che qui a Perugia non possa fare il bagno.
Aggiungerei, però, che questa canzone la sento mia anche in senso metaforico: come starei tutto il giorno immersa nell'acqua calda senza pensare a lezioni, tesi, cosa faccio nel weekend, oddio stasera ci sono anche loro a cena e io non ho alcuna voglia di incontrarli, meglio che me ne vada in palestra, azz ho finito il latte, quando ci vado alla coop?, ecc ecc ecc

PS: oggi però la mia autostima è a mille! Il responsabile dell'Ufficio stampa era in vena di complimenti e del resto su quell'articolo (un articolo VERO, non un semplice riportare le dichiarazioni dei sindacalisti che "se non scrivi come ti dico mi offendo" ;oP) ci ho lavorato seriamente!!!

PPS: sulla storia dei sindacalisti esagero, ovviamente. Anzi, in genere ci lasciano abbastanza carta bianca sulla forma.
postato da: AIE82 alle ore 23:12 | link | commenti (4)
categorie: canzoni, personali, stage, alex britti
venerdì, 02 marzo 2007
silv
La Paranza


Mi sono innamorato di una stronza
Ci vuole una pazienza
Io però ne son rimasto senza
Era molto meglio pure una credenza
Un fritto di paranza...paranza...paranza
La paranza è una danza
Che ebbe origine sull'isola di Ponza
Dove senza concorrenza
Seppe imporsi a tutta la cittadinanza
E' una danza
ma si pensa
Rappresenti l'abbandono di una stronza
Dal calvario alla partenza
Fino al grido conclusivo di esultanza
Uomini uomini c'è ancora una speranza
Prima che un gesto vi rovini l'esistenza
Prima che un giudice vi chiami per l'udienza
Vi suggerisco un cambio di residenza
E poi ci vuole solo un poco di pazienza
Qualche mese e già nessuno nota più l'assenza
La panacea di tutti i mali è la distanza
E poi ci si consola con la paranza
La paranza è una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleganza
E con un lento movimento de panza
La paranza è una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleganza
E con un lento movimento de panza
Così da Genova puoi scendere a Cosenza
Come da Brindisi salire su in Brianza
Uno di Cogne andrà a Taormina in prima istanza
Uno di Trapani? Forse in Provenza
No no no non è possibile
Non è raccomandabile
Fare ritorno al luogo originario di partenza
Ci sono regole precise in latitanza
E per resistere c'è la paranza
La paranza è una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleganza
E con un lento movimento de panza
Dimmi che mi ami che mi ami
E quando ti allontani
Per prima cosa mi richiami
In ogni caso è meglio se rimani
Se rimandi a domani
Dimmi che ci tieni che ci tieni
E pure se non vieni
In ogni caso mi appartieni
E che ti manco più dell'aria che respiri
Più di prima
Più di ieri
Dov'è dov'è
Tutti si chiedono
Dov'è dov'è
Ma non mi trovano
Lo sai che c'è?
Che sto benissimo
Fintanto che
Sto a piede libero
E poi perchè
Ritornare da lei
Quando per lei è sempre stato meglio senza di me
Non riusciranno a prendermi
Io resto qui
La paranza es un baile
Que se baila con la latitanza
Con prudencia y elegancia
Y con un lento movimiento de panza
La paranza es un baile
Que se baila con la latitanza
Con prudencia y elegancia
Y con un lento movimiento de panza
E se io latito latito
Mica faccio un illecito
Se non sai dove abito
Se non entro nel merito
se non vado a discapito
Dei miei stessi consimili
Siamo uomini liberi
Siamo uomini liberi
Stiamo comodi comodi
Sulle stuoie di vimini
Sulle spiagge di Rimini
Sull'atollo di Bimini
Latitiamo da anni
Con i soliti inganni
Ma non latiti tanto quando capiti a pranzo
E se io latito latito...
postato da: AIE82 alle ore 22:10 | link | commenti (3)
categorie: canzoni, daniele silvestri
venerdì, 17 novembre 2006

66 (Diabulus In Musica) – Linea 77

Ora, sei l’affanno il brivido la perdita
del ritmo regolare del respiro
Mi nascondo
dietro parole inutili
Righe parallele che non si incontrano
Destini quasi a perdersi
nell’infinito
E non fermarti adesso

Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero

Le conseguenze
che mi aspettano
nascoste dietro la luce soffusa
della stanza mi assalgono
comprimono il cervello
stringono la presa e mi confondo
non respiro più
lo sguardo cade su un particolare ormai dimenticato
la testa gira ferma tutto voglio scendere
da questa paranoia

Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa

Ora che non sei più solo
ora che cosa c’è
l’incertezza di restare appeso ad un filo
con la paura di volare alto
confondo nello spazio
vuoto
ridendo mi nascondo
cado
non c’è più spazio per l’indecisioni
prendere o lasciare accettare
di cadere ancora
ancora

Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE
Niente più NIENTE PIU’ di un numero

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa
SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà
TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa

postato da: AIE82 alle ore 00:25 | link | commenti
categorie: canzoni, linea77
giovedì, 16 novembre 2006

Zeta Reticoli - Meganoidi

Preso con l’ultimo invito di un progetto
Che si presenta nel nome della verità
You know falling in illusion
Catturati nel sonno della nostra età
Un messaggio ripete che il mio posto è qui
Mostra tutti i vantaggi e le comodità
Rag-doll dimmi se ci sei anche tu
In un lago di sangue detto libertà

Brucia ancora che prima o poi ritornerò
Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto
Non temere zeta reticoli on my mind
Aspetterò il momento per un migliore slancio

Neri quei giorni che passano senza di te
Quasi convinto che in fondo sia meglio così
Allentare la presa per merito di
Chi mi consola ed esorta alla rinuncia
Ma la pelle rigetta quel sorriso che
Trapiantato da bocche riverenti
No, lo sai non funziona su di me
Ostinato a ripetere tra i denti

Brucia ancora che prima o poi ritornerò
Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto
Non temere zeta reticoli on my mind
Aspetterò il momento per un migliore slancio
postato da: AIE82 alle ore 23:55 | link | commenti (1)
categorie: canzoni, meganoidi